Dove arriviamo al nostro domicilio americano: Auburn (Georgia) – Crestview (Florida)

28/2/2013

Ecco la nostra casa per un anno: Crestview.
Giornata bella, ma fredda e ventosa.
Guidiamo tutto il giorno fino a Crestview, dove all’indirizzo di American Password troviamo tutto il necessario per proseguire il viaggio: targa definitiva del camper, libretto del mezzo, assicurazione, cartellino socio di Good Sam e di Passport America. Tanto per non chiudere una giornata in pace, altre tasse e spese, o almeno così sembra.

Andiamo a letto metà contenti e metà incavolati. Aveva ragione la metà contenta; di qui in avanti basta ulteriori complicazioni, salvo gli ormai famosi 3 mesi di prolungamento.

Ma occorrono, dopo 1 mese di esperienza, alcuni utili chiarimenti riguardo l’ingresso e il soggiorno negli Stati Uniti. Come tutti ben sanno, dopo i tragici attentati dell’11 settembre, nulla è più come prima. Le cose però sono meno complicate di come può essere sembrato finora.

– Regola nr. 1: Se uno intende soggiornare negli USA per meno di 3 mesi a scopi turistici e proviene da un paese amico, come ad esempio l’Italia, le formalità sono abbastanza semplici. Basta compilare il formulario ESTA secondo le indicazioni che vengono date quando si aquista un biglietto aereo.

Come viaggiare poi? Essendo il territorio sterminato, bisogna vedere cosa uno intende fare.

Un mordi e fuggi per vedere qualche metropoli, come ad esempio New York o Boston? Volo aereo, mezzi pubblici, noleggio auto eventuale, motel e tanti saluti. Degli USA non avrà visto pressochè nulla, ma potrà dire di esserci stato.

Se vuol vedere qualche stato, la cosa migliore è il camper (l’amato motorhome per gli americani). Cerchi di arrivare in aereo nella zona prescelta, ad esempio Chicago o Minneapolis per le cascate del Niagara o la zona dei Grandi Laghi, poi la cosa migliore è il camper a noleggio. Spesa e tour saranno in base alle possibilità economiche e al tempo.
In un periodo da 1 a 3 mesi si può senz’altro vedere qualche stato, non più di 2 o 3 comunque se li si vuol conoscere un po’ bene e con calma, come possono fare dei pensionati che si sanno organizzare.

– Regola nr. 2: Se non sei un delinquente incallito, ti concedono il visto per 6 mesi, dopo un lungo iter di fogli da compilare e un colloquio al consolato. Noi abbiamo ottenuto un visto decennale per soggiorni fino a 6 mesi consecutivi. Nei 6 mesi puoi vedere una bella fetta di States, anche tutti volendo, ma è un massacro.

Il mezzo ideale per il viaggio è ovviamente il camper, ma questo lo diciamo noi dopo aver percorso 565.000 km con i nostri 2 camper italiani.

Chi non è abituato a viaggiare e a vivere in camper, non sappiamo quanti mesi sia capace di resistere e di organizzarsi, ma non spetta a noi dare consigli.
Ad amici e conoscenti che, conoscendoci bene, spesso ce lo chiedono, consigliamo sempre per prima cosa di noleggiarne uno e viaggiare un po’ da soli, un po’ in compagnia di amici o con qualche club. Solo dopo queste esperienze, e se sono risultati gratificanti, si può valutare l’acquisto di un mezzo.
Anche qui però non ci sentiamo di dare suggerimenti definitivi: bisogna vedere cosa si vuol fare del camper e qui viene il bello.

Possiamo dire in estrema sintesi che cosa abbiamo sempre fatto noi: abbiamo visitato tutta l’Italia, tutta l’Europa, il Nord Africa e ora stiamo visitando gli USA. Non abbiamo mai avuto tende o roulottes, fino a qualche anno fa non abbiamo mai posseduto un’auto. Per lavorare abbiamo usato quasi esclusivamente i mezzi pubblici, per tutto il resto il camper full time!

E’ evidente che non siamo i rappresentanti della media dei viaggiatori e nemmeno dei camperisti, ma non siamo neanche Mandrache, Superman o Wonder Woman. Siamo solo due persone curiose, che vogliono conoscere il mondo e i suoi abitanti e viaggiano col camper pieno di libri e non andiamo oltre: nei viaggi lunghi siamo sempre soli, in base al noto adagio “meglio soli che male accompagnati.” Nei viaggi e nelle uscite più brevi diamo volentieri una mano ai nostri amici del club.

Conoscere bene qualche lingua straniera, in primis l’inglese, la politica internazionale, la storia, la geografia e la storia dell’arte non guasta.
Lo diciamo con la massima stima per tutti: questo viaggio lo abbiamo studiato e preparato per oltre un anno, quindi non giriamo a vanvera e non buttiamo “el dinero” per niente.

Cari amici, ci manca molto una cosa: un po’ di cultura informatica; tanto che gli americani, che sono curiosi quando ci incontrano, ci hanno definito viaggiatori analogici e non digitali e ci hanno pronosticato sfracelli, visto che non abbiamo neanche il navigatore.
Siamo consci dei nostri limiti, ma speriamo intanto di finire il diario, anzi già che ci siamo il viaggio.
Per concludere con la seconda regola: in 6 mesi si può vedere molto negli USA, con un camper a noleggio o acquistato usato.

– Regola nr. 3: i lettori hanno capito che vogliamo restare negli USA per 9 mesi. Un motivo c’è, ma qui le cose si complicano.
Intanto in Italia il consolato concede massimo 6 mesi. Gli altri 3 li concedono (forse) là. Noi abbiamo già fatto domanda, ma non ce li hanno ancora concessi.

Cosa occorre allora per averli e perché proprio 9? 9, 10 o 3 anni, per loro non fa differenza. Il problema è darne più di 6.
Ecco i vari passi: passaporto in ordine con i primi 6 mesi già ottenuti; poi biglietto aereo di andata e ritorno; poi documenti che dimostrano che si hanno le possibilità economiche per andare, soggiornare e tornare dagli USA; poi una bella tassa in più; poi un degheio di altri documenti che per la compilazione richiedono un’accurata conoscenza dell’inglese; poi… poi… poi… non fare i furbi! Negli Stati Uniti non funziona.

Adesso veniamo al motivo dei 9 mesi e all’acquisto del camper. Intanto siamo partiti in pieno inverno e calcolando di andare prima a sud – dalla Florida alla California – in inverno e primavera, poi lungo la costa del Pacifico in California sempre in primavera, poi a Nord lungo il confine con il Canada e i Grandi Laghi in estate e infine lungo la costa atlantica fino al Nord Carolina in autunno, in 9 mesi dovremmo farcela.
Speriamo di:
– di non ammazzarci;
– di non incontrare uragani, alluvioni, caldi tremendi o nevicate da far paura;
– di vedere città, monti, fiumi, laghi, canyons e tutte le meraviglie naturali che lo sterminato stato contiene.

Più di 9 mesi comporterebbe passare un altro inverno e questo significherebbe ridiscendere in Florida e poi ripartire da capo. Ecco spiegato il piano, speriamo solo che vada bene.

Passiamo ora all’acquisto del motorhome. Per un così lungo periodo c’erano 3 opzioni:
1) Portare il nostro camper: è stata la prima idea, poi scartata (aggiungi).
2) Noleggiarlo: il costo diveniva eccessivo per un periodo così lungo, soprattutto perché saremmo stati quasi sempre in alta stagione e non avremmo rispettato i limiti di chilometraggio giornaliero.
3) Acquistarne uno usato, ritirato dal noleggio, con tanto di scheda tecnica e revisioni fatte.
Abbiamo optato per questa terza via, nella speranza che il mezzo non collassi visto tutti i chilometri che vogliamo fare e di riuscire a rivenderlo alla fine.

Questo primo mese non è stato proprio tutto semplice, ma ora ci trovate euforici perché:
– abbiamo il telefonino con il numero americano che spesso ci viene richiesto nei campeggi;
– abbiamo un indirizzo americano a Crestview che ci servirà per ricevere posta e ci è già servito per la compravendita e l’assicurazione del camper e per la richiesta di prolungamento del permesso di soggiorno. Infatti fra le molte domande a cui abbiamo dovuto rispondere ce n’era anche una relativa alla destinazione del nostro viaggio negli USA. Alla risposta “in todos lo Estados Unidos!” hanno sgranato gli occhi, ci hanno fatto i complimenti, ma ci hanno detto “Ustedes tienen que haber adress!”. Ecco perché per un anno abiteremo (in teoria) in Florida, a Crestview, presso American Passport, che ci fa questo servizio per una modica spesa. Come loro soci avremo sconti in circa 2000 campgrounds e altre facilitazioni.

Domattina si parte per il Far West, sperando che il cielo ce la mandi buona. Se no papalina, babbucce e mamma TV.
Meglio il cocodrillus missisipiensis piuttosto. Gli alligators della Florida li abbiamo ormai fregati e… assaggiati!

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