Dove si sommano i souvenirs made in USA: Cottonwood – Phoenix (Arizona)

l'ingresso del campeggio a Phoenix

l’ingresso del campeggio a Phoenix

30/3/2013

Tempo bruttino di mattina, poi diventa bello e caldissimo scendendo a Phoenix.
Vegetazione tropicale desertica, molto diversa dagli altopiani desertici siti a nord. Tutto un fiore esotico.

In camping per 2 notti, sperando domani di prendere la messa pasquale e di vedere qualche quartiere di Phoenix.
Visitiamo Jerome, vecchia città mineraria: una delusione.

Ora veniamo al capitolo turchese. Ci sono le feste di Pasqua, tra un mese compio gli anni, il ranger indiano mi ha dato le indicazioni giuste, in questa zona c’è il vero artigianato navajo, ti ho già regalato il cappello alla texana e la maglietta di Kokopelli… Insomma la Siora Silvana sta tessendo la tela per portarsi a casa qualche ricordino USA.
Dei nativi indiani, si intende, perché lei è di cuore tenero. Avrebbe visto anche il posto dove ci sono le cose certificate: il museo indiano di Flagstaff. Portare a casa qualcosa di falso o qualche made in China non vale proprio la pena. E poi lei risparmia sempre su tutto.
Insomma, ho sposato Santa Rita da Cascia e Santa Maria Goretti in un colpo solo. Ed ecco materializzarsi una splendida collana in turchese, comprata in un posto particolare (vicino al Gran Canyon), dove, si sa, le cose belle costano meno. Gli altri invece le acquistano a caro prezzo nei deserti più sperduti, dove di indiano non c’è neanche una piuma.

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