Dove passiamo da deserti a città fantasma: Joshua Tree National Park – Mohave National Preserve – Baker (California)

10 California (20)

3/4/2013

Giro tra le meraviglie del deserto.
Oggi è stata una giornata di deserti nel senso vero della parola. Dopo le meravigliose rocce e gli strani alberi dello Joshua Tree, ci inoltriamo nel deserto di Mohave: prima rocce e monti, poi sabbia, poi il bacino di un fondo lacustre coperto di sale biancastro. La Chloride & C. sta infatti scavando e raffinando il sale alla grande.
Appare poi il semicono perfetto di un vulcano, nero come la pece.
Infine transitano due treni lunghi chilometri della linea più famosa di tutto il West: il tratto Santa Fe – Los Angeles con deviazione per Yuma. Mancavano solo gli indiani che andassero all’assalto del treno.

Giunti alla mitica Route 66 troviamo il carretto di Juan Pollo abbandonato da decenni, la chiesa che sta crollando, la scuola a pezzi.
Siamo ad Amboy: resta in piedi il solito distributore di carburante, bevande, caffè e quant’altro, con i prezzi raddoppiati visto che non c’è scelta.
Ci rechiamo allora a Bagdad per prendere l’ultimo caffè: la cittadina è scomparsa, inghiottita dalla sabbia o portata via dal vento.
Cerchiamo allora Ludlow: è rimasta una pompa di benzina che vende inoltre i soliti food&beverages.
Povera Route 66: ormai tutti percorrono la Interstate 40.

Risaliamo le pendici dei monti Mohave e arriviamo tra rocce arancioni ed altre di lava vulcanica alle Kelso Dunes e a Kelso Depot. Passa il treno, ma per ore il nulla assoluto.
Ricorderemo a lungo questa desolazione, il sole cocente, i fiori meravigliosi che proprio in questi giorni stanno pitturando il deserto.

Felici e contenti, si diceva un tempo, in realtà speranzosi di trovare un camping, arriviamo a Baker: la porta per la Valle della morte. Troviamo un grande piazzale con un paio di altri camper e numerosi trucks che ci rallegrano tutta la notte con il rumore dei frigoriferi. Una giornata di tutto riposo!

In compenso a Baker troviamo un concentrato di americanate degno di nota:
– Il termometro più grande del mondo in onore del massimo di temperatura raggiunto: +58°C
– Il negozio di Aliens dell’Area 51 del Nevada
– Il solito enorme pickup, che dovendo scendere nella Valle della Morte, aveva caricato 4 balle di fieno per i muli, perché se fondeva il motore restava senza benzina, poteva almeno rientrare con l’aiuto delle povere bestie.

Se no i xè mati, no li volemo.

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