Dove entriamo in camper nella prima città USA: Miami (Florida)

16/2/2013

In mattinata il tempo è ancora brutto, poi migliora. Cerchiamo di capire in che modo andare a Miami senza diventare matti e alla fine scopriamo che il superbus n. 38 fa capolinea all’incrocio dove è sito il campeggio e porta al capolinea della metro di Miami. Domattina presto ci andremo.

Quando si tratta di mezzi pubblici, scopriamo che mai nessuno sa fornirti indicazioni precise: decisamente gli americani preferiscono l’auto anche quando ciò provoca ingorghi paurosi, come adesso che in Florida è piena stagione turistica.

All’ufficio informazioni di Florida City è poi peggio che alla Baggina di Milano: uno non capisce l’inglese, l’altro non capisce lo spagnolo, un signore poveretto non capisce proprio un cavolo, il più sveglio è duro d’orecchio.
Avvistato allora da soli il bus non riusciamo a capire dall’autista dove sia ubicata la fermata per il centro.

“Che dobbiamo finire alla Baggina noi?” dico a Silvana ormai infuriato.
“Ecco il solito cretino!” è la risposta che per fortuna conosco a memoria.

Visto che il tempo è incerto, andiamo allora a procurarci qualcosa di estivo, perché nelle uniche 2 valigie avevamo stivato di tutto, soprattutto roba da mezza stagione, ma in Florida serve abbigliamento estivo.
Cominciamo come sempre con Silvana che, fatta amicizia con una signora del luogo, si fa portare ad un enorme capannone della Salvation Army in cui c’è vestiario per l’intero esercito americano. La signora si compra delle t-shirts, Silvana 2 paia di pantaloncini.

Dopo tocca a me da Walmart. Dopo molto cercare, non trovo niente al reparto uomo. Devo ripiegare allora al reparto ragazzi, dove trovo dei pantaloncini della Wrangler che mi stanno proprio bene.
Quando esco dal camerino, trovo un comitato di accoglienza, pronto ad applaudirmi per la mia invidiabile taglia: quattro gentili commesse, due sul nero, due sul latinos, tutte e quattro sul quintale e mezzo, tutte entusiaste.

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