Dove dormiamo senza coperte ma con l’intera valigia addosso: Miami–Lake Placid (Florida)

Lake Placid: Silvana al lago la mattina dopo l'arrivo

Lake Placid: Silvana al lago la mattina dopo l’arrivo

24/1/2013

Le grandi società di noleggio camper negli Stati Uniti hanno sedi un po’ ovunque appunto per il noleggio, ma ne hanno molte meno per la vendita dei camper usati. Perciò Cruise America offre ai clienti americani e canadesi di rimborsare loro il costo del volo fino a un centro vendita se poi comprano il camper.

Francesca ha contattato il centro più vicino a Miami, che si trova a Kissimee ed è vicino solo per gli standard americani (più di 400 km), e proposto al venditore Jason di rimborsarci, anziché il costo del volo, il costo del noleggio di un loro camper per andare da una località all’altra. Jason ha accettato e ha risposto sempre molto gentilmente e velocemente alla valanga di e-mail di Francesca con tutte le domande che si possono avere solo dopo 30 in camper e ci ha anche prenotato il camper a Miami, quindi stamattina partiamo in taxi per andare a ritirarlo.

Iniziano i guai. La signora direttrice, la cui attività principale è stare seduta a mangiare e bere, dopo tanto attendere e dopo aver risposto es muy facil a qualsiasi nostra domanda, ci spedisce via con un camper di cui non conosciamo nulla, molto diverso dal nostro in Italia, più grande ed ingombrante… e bisogna arrangiarsi! È vero che siamo due fessi, ma non potevamo perdere altro tempo, perché gli accordi intercorsi dall’Italia prevedevano la consegna del mezzo alle dieci della manana e alle 14 della tarde non eravamo ancora partiti.

Come fare ad arrivare a Kissimee per le 16? Corro come un pazzo finché ci vedo, ma mezzi morti, affamati e disidratati, arriviamo in serata a Lake Placid, che non è neanche a metà strada.
Intanto le vacanze in America senza aver mai guidato col cambio automatico sono iniziate con l’istinto di schiacciare la frizione, cioè con delle frenate da sbattere la testa sul parabrezza e far urlare la dolce metà di paura. Coast to coast USA: siamo pronti!
Durante una sosta abbiamo anche scoperto che la gentil signora di Miami ha approfittato della nostra fretta per darci un camper completamente vuoto, senza il kit di stoviglie e tubi per il carico e lo scarico che dovrebbe avere, né una bottiglia d’acqua o un rotolo di carta igienica. Es muy facil!

Riusciamo a comprare qualcosa da mangiare e da bere e (udite, udite!) col buio pesto (che è la mia segreta passione) andiamo al Lake Placid Campground perché è l’unico che abbiamo visto.

Prima lezione di anglo-americano: il camping se llama campground e la toilet si chiama restroom. Per fortuna che non mi scappava, perché prima di averlo capito…

All’ingresso incontriamo un piccoletto che si presenta come Little James e non vuole farci entrare nel campground adducendo la scusa che non siamo soci del loro club. L’avvenenza e le buone maniere della mia partner, amica, compagna, nonché da 38 anni moglie, che se llama Silvana, lo convincono ad accoglierci.
Viste le precarie condizioni in cui versiamo, chiama Big James (vero prototipo USA) con il cui aiuto ci sistemiamo in un angolino rimasto libero del campeggio. I due ci aprono la valigia rotta segando la chiusura, ci aiutano a capire qualcosa del camper e infine ci danno la buonanotte assicurandoci che domani ci salveranno dai guai. Il tutto facendo luce con una torcia perché non abbiamo neanche l’energia elettrica.

Di notte la temperatura scende da quasi 30 gradi a 5 e dato che non abbiamo né lenzuola né coperte e siamo finalmente riusciti a scassinare la valigia, andiamo a letto indossando tutte le tute e i maglioni che ci siamo portati via.

Col telefono che non funziona non possiamo comunicare con Francesca. Per fortuna, visto la giornata che abbiamo avuto.

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